La nuova pista da bob di Cortina, l’Eugenio Monti Sliding Centre, è un’opera da 81 milioni di euro completata in soli 305 giorni, con 5 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma. Dietro questo risultato c’è un lavoro di coordinamento documentale e gestione della sicurezza che ha coinvolto decine di imprese, migliaia di documenti e scadenze serrate. Questo articolo racconta il cantiere della pista olimpica dal punto di vista della gestione dei processi, della sicurezza e della documentazione.
Il Cortina Sliding Centre, un’opera olimpica senza precedenti
La pista da bob di Cortina d’Ampezzo ha una storia che risale al 1923. Dopo aver ospitato le Olimpiadi del 1956, la storica pista Eugenio Monti è rimasta chiusa dal 2008, in attesa di adeguamenti mai realizzati. Con l’assegnazione delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, il progetto di ricostruzione è diventato realtà, ma con un percorso tutt’altro che lineare.
Due gare d’appalto andate deserte nel 2023 hanno ritardato l’avvio dei lavori fino a gennaio 2024, lasciando appena 13 mesi per completare un’opera che normalmente ne richiederebbe almeno 18. L’impresa Pizzarotti, aggiudicataria per conto della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (SIMICO SpA), ha portato a termine il cantiere in 305 giorni, con 5 mesi di anticipo. Il 18 novembre 2025, la Federazione Internazionale Bob e Skeleton (IBSF) ha omologato la nuova pista.
I numeri dell’opera parlano da soli: 1.749 metri di tracciato, 16 curve, velocità fino a 145 km/h, un’area di cantiere di circa 8 ettari e un budget di 81 milioni di euro per il solo appalto (118 milioni complessivi). Un risultato che richiede non solo competenze ingegneristiche, ma anche una gestione dei processi di cantiere rigorosa e strutturata.
Le criticità di un cantiere olimpico a tempo di record
Realizzare la nuova pista da bob di Cortina ha significato affrontare sfide operative e documentali di portata eccezionale. Il contesto montano, con condizioni climatiche rigide e spazi logistici limitati, ha amplificato ogni criticità.
Dal punto di vista tecnico, il progetto ha introdotto innovazioni significative: il sistema di refrigerazione a glicole (con una riduzione del 96% nell’uso di ammoniaca) e l’impiego di calcestruzzo speciale ad alta resistenza ai cicli gelo/disgelo. Ma la vera sfida operativa si è giocata su un altro piano: il coordinamento tra le decine di imprese coinvolte, ciascuna con la propria documentazione e i propri obblighi normativi.
In un cantiere con tempistiche così compresse, ogni giorno di ritardo nella gestione di un POS mancante, di un attestato scaduto o di una comunicazione non recepita poteva tradursi in un fermo lavori.
Per chi gestisce più cantieri contemporaneamente, la centralizzazione della documentazione di sicurezza è un fattore decisivo. Scopri come funziona un gestionale per la sicurezza in cantiere.
Gestione della sicurezza e della documentazione in una grande opera infrastrutturale
Un cantiere come quello della pista Eugenio Monti genera un volume documentale considerevole. PSC, POS, DVR, PIMUS, attestati di formazione, assunzioni, visite mediche, certificati, dichiarazioni, verifiche periodiche: ogni impresa presente in cantiere deve produrre, aggiornare e condividere questa documentazione in conformità al D.Lgs. 81/08.
Il coordinamento tra imprese: una sfida documentale
Quando più imprese operano sullo stesso cantiere, il CSE deve avere visibilità completa sulla documentazione di ciascuna. In un progetto come il Cortina Sliding Centre, questo significa gestire centinaia di documenti in continuo aggiornamento: nuovi lavoratori, attestati in scadenza, modifiche ai piani operativi, comunicazioni urgenti. Senza uno strumento centralizzato, il rischio è la dispersione informativa: documenti duplicati, versioni non aggiornate, scadenze non monitorate.
Monitoraggio scadenze e conformità normativa
Ogni lavoratore in cantiere deve avere attestati e certificazioni in corso di validità. Un patentino scaduto o una visita medica non rinnovata possono comportare il blocco dell’accesso, con conseguenze dirette sull’avanzamento dei lavori.
La digitalizzazione come fattore chiave per rispettare le tempistiche
Se il cantiere della pista da bob di Cortina ha rispettato le tempistiche (anticipandole di 5 mesi), è anche grazie a processi documentali strutturati e supportati da strumenti digitali. Un gestionale per cantiere in cloud consente di centralizzare tutta la documentazione in un unico punto di accesso, monitorare in tempo reale le scadenze di attestati e patentini con notifiche automatiche, coordinare la comunicazione tra imprese attraverso un workflow strutturato e garantire la conformità normativa con tracciabilità completa.
In un contesto come quello delle grandi opere infrastrutturali, dove il rispetto dei tempi è vincolato a scadenze istituzionali, la digitalizzazione dei processi non è un optional: è una necessità operativa.
L’esperienza di Cantiere in Rete sul progetto Pizzarotti a Cortina
In un cantiere caratterizzato da forti vincoli paesaggistici, tempi ridotti e complessità tecnica, Cantiere in Rete è stato adottato come piattaforma unica per la gestione integrata di sicurezza, formazione, presenze e sopralluoghi a supporto dell’impresa Pizzarotti.
La scelta di un unico gestionale per cantiere con funzioni avanzate di gestionale sicurezza ha garantito coerenza organizzativa e trasparenza documentale. Le funzionalità implementate hanno riguardato quattro aree operative:
- Sicurezza: Monitoraggio digitale completo delle attività e della documentazione prevista dal D.Lgs. 81/08, con gestione automatizzata delle scadenze. Gestione centralizzata di lavoratori, attestati, DPI e formazione (base e aggiuntiva), con controllo continuo dello stato di conformità. Gestione di mezzi e attrezzature con pianificazione e tracciamento di manutenzioni e verifiche periodiche. Sistema integrato per segnalazioni e audit, corredato da allegati fotografici, note operative e firme elettroniche, a garanzia della piena tracciabilità normativa.
- Registro formazione: tracciamento completo della formazione del personale, con storico corsi, aggiornamenti obbligatori e toolbox meeting archiviati per garantire conformità costante
- Verbali di sopralluogo: digitalizzazione completa dei verbali, compilati in cantiere con foto e note tecniche, firmati digitalmente e inviati automaticamente a tutte le parti interessate
Accessi e presenze tramite smartphone: il controllo in tempo reale
In un cantiere con decine di imprese e centinaia di lavoratori, sapere chi è presente in ogni momento non è solo una questione organizzativa, ma un requisito di sicurezza. Sul cantiere della pista da bob di Cortina, Cantiere in Rete ha gestito gli accessi attraverso un sistema basato su QR code personale: ogni lavoratore, al momento dell’ingresso, scansiona il proprio codice tramite smartphone, registrando automaticamente entrata e uscita in tempo reale.
Il portale centralizzato consente ai responsabili di cantiere di verificare immediatamente chi è autorizzato ad accedere, monitorare i flussi giornalieri e incrociare i dati di presenza con la validità di attestati, assunzioni e visite mediche. Se un documento risulta scaduto, il sistema segnala l’anomalia prima che il lavoratore acceda all’area operativa.
In un contesto alpino come quello di Cortina, con turni variabili legati alle condizioni meteo e alla stagionalità, questa flessibilità si è rivelata determinante. La registrazione digitale ha sostituito i registri cartacei, eliminando errori di trascrizione e garantendo un archivio sempre aggiornato e consultabile da qualsiasi dispositivo.
Questo livello di integrazione ha permesso di mantenere un controllo elevato sull’operatività quotidiana, elemento cruciale in un’opera sotto i riflettori internazionali.
Non è la prima collaborazione tra Cantiere in Rete e Pizzarotti. La piattaforma è stata utilizzata anche sul Porto di Genova e sul Nodo Alta Velocità di Verona: cantieri di grande complessità in cui la gestione strutturata della documentazione ha fatto la differenza.
DOMANDE FREQUENTI
Il budget dell’appalto per la ricostruzione della pista Eugenio Monti è stato di 81 milioni di euro, per un investimento complessivo di 118 milioni comprensivo di progettazione, demolizione e infrastrutture complementari.
La ricostruzione è stata realizzata dall’impresa Pizzarotti per conto della Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 (SIMICO SpA). I lavori si sono conclusi in 305 giorni, con 5 mesi di anticipo.
Il tracciato si sviluppa per 1.749 metri, con 16 curve e velocità raggiungibili fino a 145 km/h. La lunghezza di gara varia a seconda della disciplina.
La gestione della sicurezza ha richiesto il coordinamento documentale tra decine di imprese, con aggiornamento continuo di POS, PSC, attestati e certificazioni. L’utilizzo di una piattaforma digitale centralizzata ha permesso di monitorare scadenze e conformità in tempo reale.
La nuova pista è la prima al mondo a utilizzare un sistema di refrigerazione a glicole, che ha ridotto del 96% l’impiego di ammoniaca rispetto agli impianti tradizionali. La pista è stata omologata dalla Federazione Internazionale Bob e Skeleton (IBSF) il 18 novembre 2025.
I principali sono PSC, POS, DVR, PIMUS, attestati di formazione, assunzioni, visite mediche, certificati, dichiarazioni, verifiche periodiche. In un cantiere complesso, la gestione di questa documentazione richiede strumenti digitali per garantire conformità al D.Lgs. 81/08.
Conclusione
La pista da bob di Cortina è un esempio concreto di come la gestione strutturata dei processi di cantiere sia determinante per il successo di un progetto complesso. Completare un’opera da 81 milioni di euro in 305 giorni, con scadenze olimpiche e in contesto montano, richiede strumenti digitali in grado di coordinare imprese, documenti e conformità normativa.


